Omelia nella Veglia di Risurrezione

Un annuncio,

la Pasqua è solo un annuncio.

Una notizia:

la risurrezione di Gesù é solo una notizia.

Niente più che una notizia.

Ma che notizia!

È la buona notizia.
È il Vangelo!

È quella notizia che cambia tutto!

Forse perché siamo frastornati da tante notizie,

spesso da false notizia, da “fake news”,

forse per questo non ci rendiamo conto

della forza di questa notizia e a che cosa ci apra.

È una buona notizia.

Non è “fake”, non è falsa.

Fa riferimento a una fatto,

annuncia un avvenimento,

ma supera ogni nostra esperienza,

L’esperienza di partenza

è relativamente semplice, anche banale;

è l’esperienza di un sepolcro vuoto.

Un fatto è anche l’esperienza dei dodici

e, poi, dei primi cristiani

e dei martiri

e di una schiera di santi

che lungo venti secoli

hanno segnato positivamente l’umanità.

Il fatto della risurrezione di Gesù non è più sperimentabile,

ma possiamo sperimentare l’incontro di tanti con Gesù,

attraverso i segni dei Sacramenti.

Però l’annuncio della risurrezione di Gesù

resta una notizia vera,

più vera di tante notizie di cronaca,

perché ci stimola alla verità,

ci spinge a cercare la verità di noi

e di Dio

e dell’umanità

e del mondo…

La risurrezione di Gesù è vera

perché chiede la nostra vera adesione,

e così ci permette di capire chi siamo veramente.

La risurrezione di Gesù è vera

perché non ci inganna,

non è come quelle notizie diffuse

per creare confusione,

per far credere ciò che non è,

per distrarre dai veri problemi,

per servire il potere di personaggi nascosti.

 

Sottolineo alcune verità

alle quali la buona notizia di Gesù risorto ci apre.

 

  1. La buona notizia di Gesù risorto

ci apre alla verità del dono di Gesù,

ci dice che il dono di Gesù è per sempre.

Un dono, di per sé si consuma,

si brucia nel donarsi, non c’è più.

Ogni dono comporta sempre un sacrificio,

e i sacrifici si bruciano, chiedono una privazione, costano…

Questo passaggio è da fare,

lo dicevo anche domenica scorsa.

È il passaggio della croce,

che ci tocca

e che anche noi dobbiamo affrontare.

Ma l’annuncio della risurrezione

ci fa capire che il dono di Gesù

è ancora presente.

Gesù ha donato la sua vita al Padre

e ora questa vita gli è ridata, piena integra…

Gesù è ancora presente,

lo hanno sperimentato fisicamente i primi discepoli,

lo sperimentiamo anche noi

nella sua Parola e nei Sacramenti.

Anche l’amore è presente.

Nella nostra esperienza

l’amore si ferma davanti alla morte,

per questo la morte è così dolorosa,

perché spezza i legami d’amore.

Ma con la risurrezione l’amore è sempre possibile,

l’amore vince la morte e il dono d’amore rimane.

La conseguenza è che non è inutile amare,

non è inutile donarci,

il bene più grande, l’amore, non teme la morte.

Possiamo rischiare sull’amore e sul dono,

possiamo vivere l’amore che si fa dono.

 

  1. La buona notizia di Gesù risorto,

ci apre alla vera bellezza;

ci fa vedere il bello,

ci spinge a scoprire

la bellezza di questo mondo, di questa vita,

di ogni uomo e donna.

Noi siamo spinti a vedere le brutture.

Spesso le notizie

si soffermano proprio sul peggio,

su preoccupazioni, su fatti raccapriccianti…

diffondono una cultura del brutto.

Tante volte noi confondiamo il bello

con il sensazionale o il provocatorio…

Ma la buona notizia di Gesù risorto

ci dice ciò che è veramente bello:

è bello amare e donarci;

è bello impegnarci per gli altri,

condividere, aiutare…

è bello vedere bambini che giocano e apprendono,

ragazzi che si conoscono, si misurano e crescono,

adolescenti che si interrogano,

giovani che cercano e si entusiasmano,

adulti che dialogano e riflettono,

donne che adornano e armonizzano,

uomini che progettano e costruiscono,

anziani che raccontano e sognano…

È bello vedere chi, sbagliando,

se ne accorge e si corregge,

è bello saper chiedere scusa,

è bello tornare a fidarci,

ridare occasioni,

anche oltre infinite delusioni…

La notizia di Gesù risorto

ci insegna a rischiare ancora la vita,

e a scoprire la bellezza di questo rischio.

La bellezza che l’annuncio della risurrezione ci apre

non si manifesta

nascondendo le brutture,

gli orrori, il peccato, il male,

ma affrontando tutto questo,

condividendo la fatica e la sofferenza

e rilanciando l’amore.

La conseguenza è che la bellezza del risorto

non è un’illusione, un sogno,

ma una realtà che emerge

dalla concretezza della nostra vita.

 

  1. La buona notizia di Gesù risorto

ci apre alla verità di un futuro migliore;

ci riaccende la Speranza.

Il nostro mondo

è troppo spesso bloccato dalla paura.

Viviamo di paure,

con la paura si domina,

talvolta anche la Chiesa

è stata tentata di gettare paura,

paura del castigo eterno, paura di Dio!

Questa è una “fake news”.

Dio non fa paura.

Il diavolo, il peccato, il male fanno paura.

Ma Dio no,

e neppure l’amore,

anche se chiedono un dono,

un dono totale

ma chiedono un dono

che apre alla bellezza.

La notizia di Gesù risorto

attira la nostra attenzione

su ciò che conta davvero.

Relativizza tante cose che sembrano importanti

e per le quali ci affanniamo:

il benessere materiale, la salute, la sicurezza…

ci dice che possiamo davvero rischiare

per un mondo migliore,

iniziando da noi, cambiando la nostra vita.

La buona notizia di Gesù risorto ci rende testimoni,

con la vita più che con le parole.

Può darsi che non saremo capaci, che falliremo,

che daremo anche controtestimonianza

con i nostri errori e i nostri peccati,

ma intanto avremo rilanciato l’annuncio che Gesù è risorto,

avremo ridato speranza al mondo.

La conseguenza della Speranza

che nasce dall’annuncio del risorto,

é una vita che non si arrende mai,

Ma riparte con fiducia in Dio, nell’umanità,

in ogni uomo o donna.