Una lettera arrivata a don Maurizio è stato il punto di partenza per l’Assemblea della Comunità Pastorale sul tema “Dialogo con tutti”.

La lettera è servita come provocazione, perché stata scritta da una signore delusi dalla nostra Comunità.

Ecco la lettera.

 

Rev.do don Maurizio,

mi permetta uno sfogo. Me ne vado da questa comunità. 

Mi sono lasciato coinvolgere per il catechismo dei miei figli. All’inizio mi piaceva. Devo ammettere che grazie a loro ho riscoperto la fede. Ma tante cose mi hanno ultimamente fatto troppo male. 

Resto cristiano, certamente, di tante persone mantengo un buon ricordo, un po’ anche di lei, ma di questa comunità sono alla fine rimasto deluso.

A che cosa mi riferisco? A giudizi, soprattutto a giudizi. Giudizi che ho sentito su di me e che sopporto soprattutto da quando sono stato colpito da una crisi lavorativa e, di conseguenza, familiare. Crisi di cui le ho già parlato un paio di volte e che quindi conosce bene.

Ora le cose lavorativamente sono migliorate. Invece mia moglie se ne è andata altrove, portandosi via mio figlio e mia figlia. Il primo faccio fatica a vederlo, mentre mia figlia più grande, che è ormai all’università, mi viene a trovare più facilmente, anche solo per qualche aiuto economico, che comunque le do volentieri.

Io speravo di trovare tra i cosiddetti cristiani un po’ di conforto, di amicizia… invece ho sperimentato solo sguardi di indifferenza e silenziosi giudizi. Come se non meritassi più di stare qui.

Un po’ alla volta mi si sono chiariti nella mente tanti difetti a cui prima non facevo caso.

Ho visto persone che non sorridono mai e neanche salutano o che, –come se avessi fatto loro chissà quale sgarbo – praticamente mi ignorano e non mi rivolgono più la parola. Ho cercato un chiarimento, ma non ho ottenuto nulla.

Hanno cominciato a darmi fastidio le chiacchiere e il baccano prima della Messa (ma ormai sono mesi che non vengo più a Pero, mentre mi trovo meglio dai frati a Musocco!). 

Ho notato che alcuni gruppi in parrocchia sono chiusi fra loro e chi è nuovo fa molta fatica a esserne coinvolto. Inoltre ho visto che molti di questi gruppi non sanno quello che fanno gli altri. Per esempio, i genitori del catechismo sanno ben poco di quanto fa la Caritas, e questa poco o niente del coro o di chi lavora in cucina.

Poi vedo tanta indifferenza verso chi non fa parte della parrocchia: tanti miei amici, sono rimasto tagliati fuori solo perché non se la sentono di venire in chiesa, ma sono comunque persone per bene, ricche di valori e spesso anche impegnate socialmente… mi sembra un mondo chiuso, nonostante gli sforzi di voi sacerdoti che ho apprezzato, ma mi appaiono insufficienti.

E poi, vorrei vedere più giovani valorizzati. So che è difficile coinvolgerli, ma un po’ più di spazio dovreste darlo anche a loro! Invece mi sembra che vadano bene solo quelli che rientrano in certi schemi, ma non c’è spazio per chi ha idee nuove. Esprimo quest’ultimo giudizio per esperienza, perché le ho viste incarnate nella mia figlia maggiore, che infatti si è allontanata. E non do la colpa ai preti, come spesso invece ho sentito dire!

Come ha capito, don Maurizio, non c’è l’ho con lei, c’è l’ho con questa comunità. Lo so che il mio potrebbe essere preso solo come un sfogo, ma, mi creda, non sto esagerando.

Ora mi sto avviando verso una svolta nella mia vita che devo ricostruire. Non tema per la mia fede, continuerò ad andare a Messa, per questo ringrazio Pero e i suoi preti. Ma quanto alla sua parrocchia …lasciamo perdere!

Con tanta stima

(lettera firmata)

 

La lettera provoca ed esprime tanti disagi che si riscontrano tra noi.

La lettera è un falso, sintetizza però una varietà di situazioni che sono realmente create.

 

Dalla discussione dei gruppi don Maurizio ha raccolto tre piste su cui dobbiamo lavorare.

  • Umiltà
  • Preghiera
  • Comunicazione

Sono cammini, passi, con i quali vorremo camminare già da quest’anno.

 

La conclusione è stata data un’altra lettera, un biglietto che due giovani abruzzesi, due sorelle, hanno scritto per il gruppo di peresi pellegrini a Medjugorje con i quali hanno condiviso diversi momenti.

Il biglietto era accompagnato da una candelina.

Anche questo biglietto merita di essere letto da tutti.

Anche questo biglietto dice qualcosa (o forse molto) di vero.

Merita di essere letto!

 

21-22 settembre 2018

La canzone dice: “Dov’è carità e amore, lì c’è Dio” … Beh, allora tra di voi c’è sicuramente Dio.

Questa lettera è per ringraziarvi della vostra generosità, gentilezza e ospitalità.

Siete stati per noi una risposta alle nostre preghiere, un mezzo della Provvidenza di Dio.

Non abbiamo modo di ringraziarvi con un dono fisico, ma pensiamo che ancora meglio siano le nostre preghiere per ognuno di voi.

Vi lasciamo una candela come simbolo della fede, perché rimanga sempre accesa e con il fuoco infiammi altre anime che sono spente, pronte per servire.

Portate la vostra gioia nel mondo, perché l’amore deve vincere. Sempre.

Grazie e buon Viaggio.

(biglietto firmato)