Anche la Pasqua ha a che fare con il cammino. La Pasqua nasce così: per indicare la transumanza, il passaggio dei greggi dai pascoli invernali a quelli primaverili. Poi divenne – per il popolo di Israele, oppresso in Egitto – il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Per noi cristiani ora è il passaggio dalla morte alla vita. Pasqua è un passaggio, una parte del cammino, un punto particolare del cammino, quello in cui si supera un confine e si inizia un percorso nuovo.

Il nostro cammino quaresimale diventa ora un cammino di vita nuova. Il cammino penitenziale diventa un cammino di gioia. La nostra vita, fortificata non tanto dalle nostre limitate penitenze, ma dalla misericordia di Dio che abbiamo sperimentato, diventa un cammino di annuncio. La Pasqua genera un cammino di gioia e di annuncio, è annuncio di Cristo risorto, è annuncio che cambia radicalmente la nostra vita, la cambia persino nella sua prospettiva finale che non è più quella della morte.

Riprendiamo dunque il cammino, ma fortificati da questo passaggio, dall’esperienza della risurrezione.

Attenzione: la croce rimane! Quel passaggio così duro che comprende la passione e la morte, si ripresenta continuamente. Insieme alla passione e morte si ripresentano sempre anche i nostri peccati, i fallimenti, i limiti, i vizi di un tempo. Io mi sento segnato dalla croce e da tutti fallimenti che hanno costellato il cammino della mia vita. Tante delusioni e tanti difetti che pensavo di aver ormai lasciato alle spalle si ripresentano, come a volermi risucchiare indietro. Devo esserne consapevole e tenerne conto.

Ormai però la prospettiva è diversa. So che il cammino di gioia e di annuncio mi attende. So che l’amore – se vissuto in Cristo – non muore. So che posso sempre tornare ad amare, a donarmi, ad accogliere con tutto me stesso.

Penso anzi che la Pasqua sia essenzialmente questo: l’amore che riprende, l’amore che non si lascia sopraffare dai fallimenti, dagli egoismi, dal peccato… neppure dalla morte. L’amore che permette a me di ripartire sempre, così come ha permesso a Gesù crocifisso di ripresentarsi vivo a camminare accanto a i suoi. Non è solo un amore fatto di sentimenti e desideri: è un amore molto concreto, fisico, capace di far tornare in vita i corpi, capace di far ancora agire, comunicare e far percepire una presenza forte e rassicurante: proprio come la risurrezione di Gesù.

Questa è il cammino di Pasqua che vorrei condividere con tutti voi.

don Maurizio