Mi è capitato anche recentemente, in confessione di accogliere lo sfogo di una madre o di un padre per i figli che litigano tra loro. È una di quelle sensazioni che trafiggono il cuore, ci fa sentire falliti, perché abbiamo insegnato tante cose ai figli, ma non la cosa più importante: volersi bene.

Vi confido di una particolare spina che mi punge in cuore, la avverto particolarmente negli ultimi tempi. Da anni ormai costato a malincuore che siamo una Comunità (parlo di quella Pastorale formata dai credenti, e di quella civile che vive a Pero) particolarmente frammentata e ricca di contrapposizioni, ma da qualche settimana ho la sensazione che stia aumentando un clima carico di fratture e conflitti.

Ho raccolto tanti sfoghi, da tutte le parti, di chi si è sentito aggredito, insultato, denigrato… sappiamo che i social network sono luogo in cui prolificano le esternazioni di pancia, frutto di poca razionalità e di cattiveria gratuita. Io non li guardo, ma ora mi accorgo che andiamo anche oltre questi ambiti.

Mi sono chiesto se anch’io ho offeso, se ho dato modo, per esempio con giudizi affrettati, di alimentare questi veleni. Mi sono detto che devo essere più prudente nel parlare e, soprattutto, più misericordioso nel valutare. Se è vero che a pensar male si fa peccato, ma si indovina, concludo che é meglio per me non peccare, anche se non ci azzecco.

Abbiamo bisogno di lasciar cadere tutte le offese ricevute. Vorrei vedere tutti capaci ancora di salutarci, di sorriderci, di apprezzare ciò che di buono ciascuno può dare, anche se non coincide con quello che farebbe piacere. Se in qualcuno c’è malafede non tocca a noi giudicarla, ciò che possiamo fare è offrire la possibilità di una relazione nuova, più rispettosa, più improntata all’ascolto e alla carità.

Se proprio ci è chiesto un giudizio, questo sia sempre circoscritto ai fatti, mai – dico mai – sulla persona!

Offro queste riflessioni a tutti i credenti di Pero, ma vorrei proporle anche a chi non si riconosce nel Vangelo.

Invito tutti a un momento di preghiera esplicitamente per questo motivo: per ricostruire una comunità (di fede e civile) più rispettosa e più unita (pur nella differenza di idee) nel cercare insieme il bene che nessuno possiede in modo esclusivo.

Invito alla celebrazione eucaristica che vivremo in chiesa a Pero, alle ore 21.00 di venerdì 28 giugno, festa del Sacro Cuore di Gesù, un cuore trafitto!

Invito tutti, tutti coloro che hanno a cuore questa comunità e questo paese, invito tutti coloro che soffrono per quanto ho qui scritto, perché si sono sentiti offesi, e invito anche chi, forse senza rendersene conto ha offeso.

Io vi attendo, pregherò e condividerò questo dolore con tutti coloro che vorranno farlo loro.

don Maurizio