OMELIA
per Messa in onore
dei santi Filippo e Giacomo
all’inizio della Festa Patronale 2019

Guardiamo i santi Filippo e Giacomo nel mosaico che ricopre il timpano della nostra bella chiesa.

Hanno in mano questa stessa chiesa e la offrono, la offrono al Signore Dio.

Ma potrebbero offrirla anche a noi.

A me sembra che ci stiano invitando. Il loro è un invito a entrare nella chiesa, a provare il gusto di far parte di questa comunità.

Dietro loro c’è la Comunità dei credenti di Cerchiate che invita tutti a entrare.

Più in primo piano ci sono coloro che cercano di vivere più esplicitamente la fede alimentandosi dall’incontro con Gesù in questa chiesa. Ci sono anche tutti coloro che si sono impegnati – molto impegnati – per organizzare questa festa. Permettetemi di ricordare esplicitamente due persone che si sono molto esposte in questa comunità e che certamente si uniscono all’invito dei due santi patroni. Ricordiamo Dario, che ci ha lasciato qualche giorno fa, ed Ermanno che ci ha lasciato più di un anno fa.

È un invito rivolto anzitutto a quelli che vivono a Cerchiate e a Cerchiarello a quelli che si riconosco non solo come residenti, ma appartenenti a questo paese.

È un invito rivolto, poi, a tutti peresi, a coloro che vivono in questa Pero, dove è presente la Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II. È una comunità di credenti, che, non senza fatica, cerca di tener viva la presenza di Gesù, affinché possa essere una proposta di bene per tutti.

È un invito rivolto a tutti coloro che qui arrivano ad abitare e a vivere. Sono arrivati e ancora arrivano da paesi lontani, dal sud Italia e da tutte le regioni, arrivano da altri paesi più lontani e da tutti i continenti. Arrivano a Pero e a Cerchiate e noi, i santi Filippo e Giacomo con tutta la Comunità li invitiamo a entrare in questa chiesa.

È un invito rivolto a tutti coloro che di qui passano. Forse passano per lavorare. A Cerchiate trovano un appoggio, perché qui vicino si stanno realizzando grandi opere, o perché qui ci sono punti importanti per rilanciare il lavoro. Forse passano per visitare, perché la Fiera espositiva qui accanto chiama anche per questo. Forse passano davanti a questa chiesa o forse no, perché cercano altro. Ma i santi Filippo e Giacomo li invitano. Anche noi li invitiamo.

L’invito è immediatamente a entrare in chiesa. È evidente che questo è solo l’inizio.

Non si tratta solo di entrare per ammirare la linea architettonica di questo edificio, i bei mosaici, lo splendido crocifisso, i significativi dipinti…

I santi Filippo e Giacomo ci invitano a entrare in questa chiesa così come si entra nel cenacolo: ci invitano dentro il cenacolo, mentre Gesù – come afferma il Vangelo appena ascoltato – rassicura i suoi amici e dice che va a preparare un posto per ciascuno di noi. Gesù ci indica la via, e la via è Lui stesso.

In altre parole l’invito di questi santi è a vivere come Gesù, a seguirlo, a provare i suoi stessi sentimenti, a fare anche noi – come ha fatto Gesù – di noi stessi un dono d’amore.

Noi invitiamo a confrontarci con Gesù, con il suo stile e la sua proposta, così come emerge dal Vangelo.

Ognuno accoglierà questa proposta come può. Per qualcuno sarà solo uno dei tanti prodotti che oggi vengono pubblicizzati per aumentare le vendite. Per altri sarà la proposta di partecipare a qualche spettacolo, o a qualche ballo, o a gustare qualcosa di buono. Per altri ancora sarà un modo bello per stare insieme.

Potrebbe esserci anche chi è infastidito dall’invito. Forse perché intuisce che dietro c’è qualcosa di grosso. E a volte succede anche che ci sia chi ci disprezza perché osiamo proporre Gesù. Anche gli apostoli – ci ricorda Paolo nell’Epistola – sono stati disprezzati e considerati come “la spazzatura del mondo”!

Riusciamo così a capire che non si tratta di un banale invito a far festa. I santi Filippo e Giacomo ci invitano alla conversione.

don Maurizio