dopo l’incontro di Venerdì 15
con Matteo Astuti

La prima cosa che abbiamo capito è che non è per niente facile capire. Probabilmente è questa la cosa più importante.

Questo non significa rinunciare a voler capire. Anzi è importante cercare di capire: cominciare ad andare oltre le sensazioni della pancia, gli slogan, le semplificazioni, le visioni accomodanti con il proprio pensiero. È importante iniziare a informarci, mettere in ordine le conoscenze, rispettare e confrontare le competenze, senza mai tirare conclusioni affrettate. È importante cominciare a fare alcune piccole scelte, che esprimano un valore, anche se sembrano inutili. È importante seminare bontà, sperando che possa un domani germogliare qualcosa, perché il mondo lo costruiremo così: passo dopo passo, senza scorciatoie, ma con la fatica di chi, giorno dopo giorno, semina il bene affinché i figli, o figli dei figli possono goderne i frutti.

La situazione di accoglienza di migranti, profughi e rifugiati in Italia (e anche a Pero) è davvero complicata. Le leggi sono in continua evoluzione e non aiutano a semplificare. L’impressione immediata spinge a rinunciare, a lasciar andare le cose come vanno, rinunciando a fare la nostra parte. Se però una cosa abbiamo capito, è che non possiamo tirarci indietro: qualche segnale dobbiamo esprimerlo. Ne va della nostra umanità.

La fede in Gesù Cristo ci sostiene e ci sprona. Più che mai abbiamo bisogno di Lui. Se il nostro agire è sproporzionato e inutile, con Lui tutto prende senso e diventa annuncio di un Vangelo, una buona notizia per tutti, sia per chi vive qui, sia per chi si trova in paesi lontani, sia per chi fugge da paesi martoriati… ma una salvezza è davvero possibile per tutti.

Il prossimo incontro (venerdì 22 febbraio) sarà sull’economia. Altro tema complicato di oggi. Io – che non ho studiato economia – ho imparato a considerarla come l’arte di condividere i beni materiali, perché siano al servizio della persona. Potrebbe diventare anche l’apprendimento dei trucchi per accaparrarsi ricchezze a discapito di altri. Più ancora che sul tema dell’accoglienza di migranti e profughi, è facile la tentazione di disinteressarci e delegare, per poi lamentarci dei risultati che non si vedono e dell’impoverimento generale. Anche qui, cominciare a capire qualcosa di più diventa un dovere.

don Maurizio