Durante le Messe raccoglieremo le nostre preferenze per il rinnovo del CONSIGLIO PASTORALE

Non è facile capire l’importanza del Consiglio Pastorale. Gli stessi Consiglieri, non raramente, avvertono un senso di inutilità e pesantezza per il loro compito: sembra che non serva a nulla, che tutto sia inconcludente.

Certo non è come far parte di altri gruppi o di una delle Commissioni della Comunità Pastorale: il suo compito non è di organizzare qualcosa, né di far funzionare alcune attività.

Anche le decisioni non sono un suo compito specifico, pur dovendo decidere o, più spesso, aiutare il parroco a prendere corrette decisioni.

Il Consigliere Pastorale è anzitutto una persona che ama la Chiesa e sogna, sogna una Comunità viva, capace di riflettere il Vangelo, di tradurlo in scelte comunitarie concrete e di sostenere scelte personali di santità.

Il Consigliere Pastorale è una persona che soffre per gli inevitabili limiti che vede in una Comunità. È consapevole dei propri difetti e si fa carico anche di quelli della Comunità, senza criticare o lamentandosi, ma cercando di trovare insieme la soluzione migliore per crescere.

Il Consigliere Pastorale è una persona attenta a tutti e ascolta per capire la situazione, ascolta senza lasciarsi rinchiudere in questo o quel giudizio, si confronta per allargare lo sguardo e rendere più profonda la conoscenza della realtà.

Il Consigliere Pastorale è una persona che ha certamente idee sue, personali, maturate dalla sua esperienza, ma non le mette al primo posto. Cerca invece di capire, lasciandosi guidare dallo Spirito santo, che cosa sia possibile vivere in quella determinata situazione e quali siano i passi concretamente possibili per le persone presenti e coinvolte.

Il Consigliere Pastorale è umile, non impone il suo parere, ma gioisce nell’offrire il suo contributo, per il bene della Chiesa.

Il Consigliere Pastorale fa del bene alla chiesa e lo fa nascostamente, senza sentirsi dire, quasi mai, grazie.

Consigliere Pastorale potresti esserlo anche tu. Se ti viene chiesto di candidarti, non tirarti indietro, può essere il Signore stesso che ti chiama, per farti così crescere nella fede.

don Maurizio